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Newsletter Einaudi per le reti vendita |
Numero 3 |
«Prova su strada»
Dieci classici per l'estate

Anche per i giornali più popolari, come ad esempio Donna Moderna (vedi immagine), l'estate è la stagione dei classici.
E quest'estate
Einaudi propone, all'interno della variegata offerta della collana ET Classici,
un gruppo di titoli accomunati da un prezzo particolarmente competitivo
rispetto alle principali edizioni sul mercato.
Vale la pena ricordare che tutti i nostri tascabili sono stampati con le rotative
Timson, le stesse usate per Supercoralli, Coralli
e Arcipelago.
La carta usata dagli ET fino a 296 pagine è una Cles
2000 a 60 gr/mq avoriata,
mentre per i titoli superiori alle 296 pagine viene
utilizzata una carta Vega Avorio lisciata a 55 gr/mq. Entrambe le carte garantiscono buone qualità di
stampa e leggibilità. Le copertine sono plastificate opache con grammatura 215 gr/mq.
Di seguito Mauro Bersani passa in rassegna i
primi dieci titoli disponibili, confrontando traduzioni, curatele, note e
commenti delle edizioni di riferimento.
Oscar Wilde
Il ritratto di Dorian Gray
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Einaudi |
Oscar |
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BUR |
Giunti |
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Feltrinelli |
Garzanti |
La
nostra edizione ha la traduzione (buona) di uno scrittore molto bravo, Franco Ferrucci, ma poco conosciuto e un bellissimo raccontino/saggetto di Marías (dalle Vite
scritte) che però non parla del Dorian Gray. Bibliografia seria e cronologia
scritta in uno stile un po' troppo telegrafico.
Tutte le traduzioni sono di buon livello.
Per le introduzioni dividerei in base alle diverse esigenze del pubblico: per uno studente, come spesso succede, la migliore è quella dei «Grandi libri». Per un lettore comune la più avvincente, perché va molto sul biografico, è quella di Giunti. Quella di Busi per Feltrinelli è fatta di lustrini e finte provocazioni ma è da valutare positivamente la popolarità del nome e la congruenza dell'abbinamento autore/prefatore. Anche l'abbinamento Gide/Wilde, che propongono gli Oscar, è ben scelto, per non dire che lo scritto di Gide è più utile di quello di Busi. Noi siamo un po' il fanalino di coda perché il raccontino di Marías è molto bello ma, ripeto, non dice una parola sul libro.
Per quanto riguarda bibliografie/cronologie, vincono nettamente gli Oscar.
Solo due edizioni hanno note: quelle Feltrinelli
sono fatte molto bene e sono utili a diversi livelli; quelle Giunti
sono spesso ridicole per un lettore non totalmente disastrato (spiegano che
cosa vuol dire «edonismo» o che Tartufo era un personaggio di Molière).
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Niccolò Machiavelli
Il Principe
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Einaudi |
Oscar |
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BUR |
Feltrinelli |
La nostra edizione è indiscutibilmente la migliore, perché è curata da
Giorgio Inglese, il massimo specialista italiano di Machiavelli.
È Inglese che ha fatto l'edizione critica del Principe (per una casa
editrice universitaria), è Inglese che ha scritto i più importanti saggi
filologici sul Principe, sui Discorsi, sul teatro di Machiavelli. Ma Inglese non è solo
un dotto specialista. La sua introduzione è un ottimo viatico anche per chi di Machiavelli sa poco. E le sue note
sono state pensate per un tascabile che va in mano agli studenti. Inoltre, la
nostra edizione offre in appendice il saggio di Chabod
che negli anni Sessanta ha rinnovato completamente l'approccio critico a Machiavelli. Infine ci sono una bibliografia molto meditata
e una nota al testo che è anche un piccolo saggio linguistico. Ce n'è per tutti
i gusti, dallo studentello allo studioso.
L'Oscar presenta un'introduzione di Vittore Branca che sottolinea in particolare alcuni aspetti non banali dell'opera di Machiavelli. Le note sono essenziali; molto buona la cronologia.
La BUR è un caso particolare: Il Principe di Machiavelli viene dato come testo a fronte e invece in posizione principale, nelle pagine di destra, viene data una traduzione in italiano moderno, fatta, come le note e l'introduzione, dallo storico Piero Melograni. Per molti può essere uno scandalo, ma per tanti studenti e non studenti di oggi, ahimè, forse è il modo migliore per leggere Machiavelli. La lettura politica di Melograni è tutta attualizzante (nell'introduzione si parla di Marx, Lenin, Mussolini, Nixon) per dire che in politica bisogna essere realisti e non utopisti: operazione antistorica e abbastanza bieca. Buona la cronologia.
L'Universale Feltrinelli è simile al nostro ET per impostazione
dell'introduzione e delle note. Dotti non è Inglese ma è comunque
uno degli studiosi più accreditati. (Come scrittura è un po' più noiosino di Inglese). Comunque niente da dire: l'edizione è buona e l'idea di
tirar fuori un vecchio scritto di Hegel è
intelligente perché fa capire lo snodo chiave dell'interpretazione di Machiavelli nella modernità.
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Giovanni Verga
Mastro-don Gesualdo
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Einaudi |
Oscar |
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Feltrinelli |
Garzanti |
Einaudi. Contiene la prima edizione in appendice. L'introduzione di Mazzacurati è ottima come anche il suo commento ampio e
molto innovativo. Cronologia e bibliografia sono molto essenziali. È
un'edizione fondamentale, che ha fatto leggere Verga fuori
dagli stereotipi del verismo. Unico possibile difetto: è troppo
difficile per uno studente di maturità. È uno strumento
perfetto per l'università.
Oscar.
L'introduzione di Carla Riccardi è molto filologica, incentrata sul
confronto fra le due edizioni. Non c'è commento. Ottima cronologia e
bibliografia con in più un saggio di Pirandello.
Feltrinelli. L'introduzione di Enzo Di Mauro segue i concetti di Mazzacurati semplificandoli. Il commento è elementare (esegesi primaria e poco più). Contiene un saggio di D. H. Lawrence.
Garzanti. Impianto critico un po' vecchiotto, note miserelle, ma la struttura «Grandi libri» è sempre
affidabile.
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Gustave Flaubert
La signora Bovary
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Einaudi |
Oscar |
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BUR |
BUR Blu |
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Feltrinelli |
Garzanti |
La nostra edizione si segnala per il nome della traduttrice (Natalia Ginzburg) e per il saggio di Henry
James su Flaubert,
veramente molto bello anche se non specifico su Madame Bovary.
La qualità delle altre traduzioni è più o meno in linea con la nostra. Forse la migliore è quella di Roberto Carifi per Feltrinelli, che è anche la più recente (1994).
La BUR oscilla tra due estremi: da un'introduzione
ipertrofica (ed. 2003) a una del tutto insufficiente
(Classici blu).
L'introduzione Garzanti è strutturata come tutti i «Grandi
libri»: non è geniale, ma è ampia e utile.
L'introduzione di Thibaudet e la nota di Baudelaire che hanno gli Oscar sono pezzi di storia
e funzionano molto bene.
L'introduzione di Speziale-Bagliacca (uno
psicanalista) all'edizione Feltrinelli è
geniale: una delle cose migliori fra i recenti scritti sulla Bovary, anche se è una lettura molto
anticonvenzionale (che mette Charles al centro del
romanzo).
Cronologie e bibliografie migliori: Einaudi e Oscar.
Einaudi e Oscar sono le edizioni più leggibili per quanto
riguarda il corpo tipografico. Quasi illeggibile la Garzanti.
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Giacomo Leopardi
Canti
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Einaudi |
Oscar |
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Garzanti |
La nostra edizione si caratterizza per il commento di Niccolò Gallo e
Cesare Garboli, che è
vecchiotto, ma è stato aggiornato in vari punti da Garboli
negli ultimi anni, ed è comunque ottimo: sintetici cappelli introduttivi ad
ogni poesia, con la storia del testo e un'interpretazione sintetica; note per
un lettore colto, senza essere specialistiche. Cronologia ben fatta. In
appendice, brani dallo Zibaldone e altri testi attinenti alle poesie tratti da un vecchio libro curato da Muscetta:
un collage tutto sommato utile e ben organizzato.
L'introduzione di Giorgio Ficara all'Oscar è buona, forse anche meglio della nostra. Le note sono essenziali, adatte a un ampio pubblico. Buona l'idea del saggio di Ungaretti alla fine del volume.
L'edizione Garzanti, curata da Fernando Bandini, è molto buona ma poco omogenea. L'introduzione un po' didascalica, secondo la struttura dei «Grandi libri», cappelli introduttivi più o meno come la nostra edizione, note sempre intelligenti ma per un pubblico di alto livello.
In sostanza, se la nostra edizione è diretta a un pubblico medio-alto e l'Oscar
va a un pubblico medio, la Garzanti va a zig-zag tra altissimo, medio e medio-basso.
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Lev Tolstoj
Anna Karenina
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Einaudi |
Oscar |
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BUR |
Garzanti |
Einaudi. Traduzione vecchia ma prestigiosa
(Leone Ginzburg), con un'introduzione molto breve di
Natalia. La cronologia è breve come la bibliografia, che è però aggiornata agli
anni '90. Possiamo puntare solo sui coniugi Ginzburg:
la traduzione di Leone è obiettivamente bella, ma molto datata per lessico e
sintassi.
Oscar. Buona introduzione di Igor Sibaldi. Ottima cronologia. Bibliografia essenziale aggiornata al 2003.
BUR. Traduzione di Leone Ginzburg riprodotta
senza firma. Introduzione di Citati molto «alla Citati»,
enfatico-estatica. Cronologia un po' scolastica ma
decorosa. Non c'è bibliografia.
Garzanti. Ha la traduzione più leggibile e moderna (1965). Ottima introduzione di Serena Vitale che ingloba anche una
puntigliosa cronologia. La bibliografia è ben fatta ma non
aggiornatissima.
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Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
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Einaudi |
Oscar |
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Oscar classici moderni
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Garzanti |
La nostra edizione è la più adatta ai «palati fini». La cura di Mazzacurati consiste in un'introduzione molto intelligente,
anche se un po' difficile per un primo approccio. Le note sono più ampie
rispetto all'altra edizione commentata (Garzanti): più spesso interpretative
che esplicative.
Due edizioni negli Oscar: la prima nei «Classici
moderni», quasi nature, con una breve introduzione su Pirandello; la seconda, introdotta e curata da Marziano Guglielminetti, ha una bellissima cronologia di Simona
Costa.
L'edizione Garzanti ha un'introduzione generale su Pirandello (di Borsellino) secondo il solito schema molto
manualistico dei «Grandi libri», e ne ha un'altra specifica sul Fu Mattia Pascal (di Patrizi) un po' più intellettualmente
frizzante. Note parsimoniose, puramente esplicative. È l'edizione preferibile
per chi in partenza sa poco o nulla e non vuole andare molto lontano.
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Luigi Pirandello
Uno, nessuno e centomila
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Einaudi |
Oscar |
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Garzanti |
Grosso modo vale quanto detto per il Fu Mattia Pascal, perché i curatori di Uno, nessuno e centomila
sono gli stessi, per i rispettivi editori. Dunque per Einaudi Mazzacurati si rivolge a chi cerca una lettura
approfondita; negli Oscar l'edizione introdotta e curata da Guglielminetti ripropone l'ottima
cronologia di Simona Costa; per Garzanti l'introduzione su Pirandello di Borsellino e la cronologia della Pulce sono
le stesse del Fu Mattia: cambia l'introduzione a Uno, nessuno e
centomila (Pietro Milone al posto di Patrizi), ma tutto sommato sono tre
edizioni fotocopia rispetto a quelle del Fu Mattia Pascal.
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Stendhal
Il rosso e il nero
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Einaudi |
Oscar |
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Garzanti |
La nostra edizione ha una vecchiotta (anni Quaranta) ma buona traduzione
di Diego Valeri (poeta e francesista un tempo molto
noto); un'introduzione di Emilio Faccioli,
scritta in uno stile un po' antiquato ma molto utile, anche perché fa un'ottima
storia della critica del testo; una cronologia veramente ben fatta; uno
splendido scritto di Tomasi di Lampedusa in
appendice. Complessivamente, un buon pacchetto, del tutto convincente.
L'Oscar è tradotto da Maurizio Cucchi (poeta, nonché ultimamente romanziere: è in cinquina al premio Strega); per introduzione c'è un bellissimo saggio di Auerbach (un capitolo di Mimesis). Cronologia sontuosa. In appendice, uno scritto di Sciascia.
L'edizione Garzanti è un'apoteosi di Lavagetto, che ha fatto tutto: la traduzione, l'introduzione generale, quella specifica sul Rosso e il Nero, la bibliografia, le note. Direi che è un lavoro esemplare: Lavagetto riesce perfino a rinnovare le formule stantie delle parti biografiche con la trovata di usare le parole dello stesso Stendhal. E riesce a inserire le proprie idee critiche (centrate sui lapsus e le omissioni d'autore) negli schemini dei «Grandi libri». La traduzione è davvero la migliore, direi senza dubbio. E poi è l'unica edizione con le note, non fitte ma sempre utili.
Franz Kafka
Il processo
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Einaudi |
Oscar classici moderni |
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BUR |
Feltrinelli |
La nostra edizione ha un solo ma definitivo plus rispetto alle altre: il
nome di Primo Levi come traduttore. Non ci sono apparati, a parte una breve ma
intensa Nota del traduttore (come si usava negli Sts,
dove la traduzione è uscita per la prima volta).
L'Oscar ha la traduzione di Ervino Pocar, buona per la sostanza anche se linguisticamente
datata («sonare» invece di «suonare», ecc.).
BUR ha forse la traduzione migliore; un'ampia introduzione di un bravo
germanista, Ferruccio Masini; una cronologia e una
breve antologia della critica, bibliografia, nonché un
inserto fotografico, interessante anche se in carta testo le foto vengono
piuttosto male.
Feltrinelli ha una traduzione recente (e
buona); usa come introduzione un breve scritto di Bruno Schulz
(una chicca, ma scarsamente utile per inquadrare il testo), una nota filologica
al testo, che viene ripreso dall'edizione critica
tedesca.In definitiva, le quattro edizioni hanno
tutte delle qualità, seppure diverse. Chi cerca la garanzia di una traduzione
«classica» si può rivolgere all'edizione Oscar; lo studente che ha bisogno di
un po' di inquadramento trova il meglio nella BUR; il
lettore di narrativa che sente il fascino di Primo Levi (e del possibile
intreccio fra la biografia di Levi e la materia del Processo) sceglierà
l'ET; il lettore più sofisticato che vuole il maggiore rigore filologico ha per
sé l'edizione Feltrinelli.
Per segnalazioni e commenti scrivete a inbreve@einaudi.it
Il prossimo numero sarà inviato giovedì 14 luglio